L’Epifania si è portata via tutte le feste.

E con loro, definitivamente, anche il 2016: è ora di mettersi a lavorare davvero con la testa rivolta al nuovo anno.

Dato che il 2016, al di là di tutte le morti di artisti e personaggi che ci hanno colpito al cuore, è stato un anno difficile (per non dire scioccante) fra stragi, politica imbizzarrita, bufale e post-verità, penso sia il momento di impegnarsi di più.

Andando oltre la semplice critica all’ignorante di turno sui social.

Muovere un passo avanti rispetto all’additare la bufala o l’analfabeta funzionale ed esporlo al limitato, pubblico (o scremato) panorama dei nostri amici/follower.

Adesso più che mai è invece il momento di far sentire la tua voce.

Che sia un blog, un canale Youtube, una presenza ragionata sui social network è più che mai necessaria.

Le idee potranno (non) essere a prova di proiettile, ma rimarranno morte finché non le esponiamo, sostenendole con civiltà e convinzione, per far girare il mondo verso la direzione riteniamo migliore.

In un futuro sempre più prossimo – digitale e non – che si prospetta sempre più automatizzato, dove le programmazioni sostituiscono le condivisioni umane, dati e sistemi di analitica indicano cosa scrivere/offrire, gli algoritmi determinano la visibilità, il costumer care si fa con i chatbot, gli articoli saranno assemblati da robot…

… la tua inimitabile e insostituibile presenza sarà il patrimonio più importante a tua disposizione.

La voce “umana” ha il dovere di rappresentare qualcosa di buono per gli altri, qualcosa che trasmetta calore ancor prima che valore.

Io non ho paura delle macchine.

So che il mio lavoro, il suo cuore, la sua filosofia, il suo “essere fatto con amore”, non potrà mai essere sostituito in nessun modo.

Se ti comporti come una macchina, invece potresti ritrovarti sostituito da una macchina nel giro di pochissimo.

Non c’è spazio per giochini dal fiato corto, per trucchi, per la filosofia del “modello con leggere variazioni” venduto un tanto al chilo.

Ci sei tu, ci sono gli altri: quello che sta in mezzo sono le relazioni umane, nel vero senso del termine.

Cerchiamo di (ri)scoprire un po’ di più gli altri, e non solo il loro corrispettivo fatto di pixel.

Voci, sentimenti, aspettative oltre a status, immagini, messaggi vocali o video.

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