Quando si diventa davvero grandi?

Qual è, nella nostra vita, quel momento in cui ci siamo accorti che niente sarebbe stato più come prima?

Un tema interessante che è stato al centro dell’edizione 2018 del Beautiful Day di Ekis, una manifestazione che dal 2005 cresce e sviluppa temi importanti e fondamentali sul fronte della crescita personale.

In un Teatro Ciak di Milano strapieno di persone, dove sono stato invitato pochi mesi dopo averlo visto altrettanto gremito per il mio lavoro ad X Factor, sono stati molti i momenti di emozione e riflessione.

Essere grandi non è essere maggiorenni

Tornando alla domanda iniziale, potremmo dire in prima istanza che si diventa grandi quando ce lo “dice” la società, i famosi 18 anni che non vediamo l’ora di raggiungere quando siamo ragazzini.

ekis beautiful dayMa naturalmente la maturità anagrafica può non sempre corrispondere a quella reale, come ricorda giustamente Livio Sgarbi, volto di Ekis e conduttore della giornata.

“La maggiore età anagrafica non ci rende adulti e maturi: diventiamo davvero grandi quando sappiamo assumerci le nostre responsabilità: quanti adulti, allora, non sono maturi?”

“Se non comprendi il tuo potere, ti fai trascinare dagli eventi e non ti assumi le tue responsabilità non sei grande” è il ragionamento di Sgarbi.

“Forse lo sei per la legge, ma non per la vita. E non serve cercare colpevoli a cui dare la colpa delle nostre sofferenze, spesso basta solo guardarsi allo specchio”.

Quindi, rendersi conto del proprio valore, del proprio potere, e poi affrontare con coraggio le proprie responsabilità: questi i primi step per la realizzazione.

O si cresce o si muore, insomma, metaforicamente prima ancora che fisicamente. “Da un grande potere derivano grandi responsabilità”, la frase dello zio Ben di Spiderman suona alle orecchie di un nerd vecchia scuola come me simile a un mantra, e mi fa piacere ritrovarla a caratteri cubitali sullo schermo alle spalle del coach.

beautiful day responsabilità

 

Lavoro e Talento: gli ospiti di Beautiful Day 2018 (interviste)

Ospiti di Beautiful Day, tre personaggi che non hanno bisogni di troppe presentazioni: iniziamo da Riccardo Pittis, leggenda del basket italiano, una carriera iniziata da giovanissimo e subito in salita, anche per i ruoli di grande responsabilità assegnati dai suoi mentori Dan Peterson e Mike D’Antoni. Per non parlare degli infortuni… eppure, come oggi da mental coach, il suo entusiasmo e il suo talento lo hanno sempre messo in condizione di superare le avversità.

 

È stata poi la volta di Mara Maionchi, la “bad girl” che non conosce stanchezza e che dal palco si rivela più dolce e saggia di quanto vuol dare a vedere tra una parolaccia e l’altra: aneddoti della sua carriera che mi dispensa anche nell’intervista della Social Room, emblematici di come “il lavoro sia il 90% del successo, e il talento il 10%”

 

Nicola Savino ha concluso l’evento ricordando la lunga gavetta e la necessità di mettersi in gioco sempre e comunque, anche con incoscienza, per raggiungere ciò che si vuole. Senza però mai dimenticare gli affetti, il rispetto per gli altri e l’etica. E c’è stato spazio anche per un appunto alla Maionchi (come sentirai nell’intervista)

 

Gli Speaker di Ekis: coaching e saggezza

Sul palco poi anche gli altri pezzi da novanta di Ekis: ad iniziare da Roberto Pesce, con un racconto davvero toccante sul Cammino di Santiago, dove la necessità di gestire tempo ed energie permette di capire cosa realmente conta.

Andrea Grassi, da parte sua, ci ha fatto sentire “un po’ più piccoli” dimostrando come contrariamente a quanto siamo abituati a fare – guardare poco più in là di noi – la crescita economica mondiale è in sviluppo e il mondo è (ancora) ricco di opportunità.

mora maionchi grassi

Morale: non c’è miglior investimento che quello nel migliorare noi stessi con la formazione, lo studio, la cultura… e poi mettersi in azione.

Alessandro “Alle” Mora, l’uomo della PNL, ha posto al pubblico una domanda semplice e fondamentale: “Cosa posso fare con le risorse che ho a disposizione?”

Non serve essere perfetti, ma semplicemente dare il meglio: una volta abbandonate ansie e timori, conoscendo quello che siamo, quello che abbiamo e ciò che possiamo dare agli altri, saremo capaci di portare valore nella vita altrui e migliorare la nostra.

Pin It on Pinterest