Un vero mattatore, un sorriso che incanta e un’energia trascinante.

Bryan Cranston, attore di razza arrivato al successo dopo una lunga gavetta, indimenticabile nei panni del leggendario Walter White-Heisenberg di Breaking Bad, è arrivato al Giffoni Film Festival con uno stile inimitabile. Casual, ma elegante quando calca il blue carpet dell’evento, si presta alle domande con grande disponibilità e ironia.

bryan cranston

 

Qual è la tua gioia maggiore oltre alla carriera di attore?
La mia bellissima moglie. Stiamo insieme da 30 anni e siamo felici. Abbiamo una figlia, anche lei attrice.

La carriera non deve interferire mai con la vita familiare e le sue gioie. Il successo può non durare, l’altra invece può e deve farlo.

Hai imparato qualcosa di chimica con Breaking Bad?
Certo! Per prepararmi ho cercato la consulenza di rettori delle facoltà di Chimica, inoltre avevamo esperti durante le riprese per rendere credibili le nostre azioni.

Adesso so veramente produrre meth…. ok, scherzo. Quando andavo a scuola non capivo nulla di chimica, adesso so che è fondamentale per la vita in generale.

Cosa ne pensi di Better Call Saul, lo spin-off della “tua” serie? Farai un’apparizione?
Lo amo! Lo guardo sempre, è familiare… e diverso. Per il resto… (mima la bocca cucita)

bryan cranston

 

Anthony Hopkins ti ha scritto una bellissima lettera per lodare la tua interpretazione in Breaking Bad…
È stato un onore. Posso dire di essere una persona fortunata, sono soddisfatto della mia vita. Questo forse si riflette nel mio stile di recitazione. Un collega così importante che si complimenta ti fa commuovere.

La serie ha poi dei momenti fortissimi, anche emotivamente. Come li hai vissuti?
Beh, alla fine dell’ultimo episodio ho pianto. Ero triste ma era il modo perfetto di concludere la storia.

Inoltre, quando Walter e Jesse si dicono addio per l’ultima volta, stavo dicendo addio praticamente anche ad Aaron Paul, il mio storico collega attore. L’ho sentito fortissimo.

Lo streaming e il binge watching uccideranno il cinema in sala?
No, Netflix, Amazon e gli altri servizi raccontano in modo diverso storie di tipo diverso. Il cinema, anche nella sua dimensione fisica in sala, non se ne andrà mai.

L’arte è così: non puoi sbagliare, hai sempre ragione se produci qualcosa e la fai fruire alle persone.


Leggi anche:
Kit Harington “Potevo fare il giornalista. E Jon Snow non sarà mai Re”

Amy Adams: “Il vero successo è la felicità”