Nel 2017 gli hashtag compiono dieci anni.

Anche se è difficile trovare qualcuno che non sappia che cosa siano, il loro utilizzo è tutto un altro paio di maniche.

Quel benedetto cancelletto viene spesso utilizzato a sproposito,

Voglio augurare “buon compleanno!” agli hashtag… facendo un regalo a chi legge questo articolo, con una (spero) bella e utile guida su questo strumento ancora troppo spesso incompreso e sotto-utilizzato.

Iniziamo!

Che cosa sono gli hashtag

Il concetto di hashtag nasce nel lontano 2007 su Twitter, grazie ad un tweet di Chris Messina, che proponeva di “raggruppare” messaggi specifici grazie ad una “etichetta” formata dal simbolo cancelletto e una parola-chiave relativa.

Il resto, come si dice, è storia. La comodità e la praticità di utilizzo hanno reso l’hashtag uno strumento irrinunciabile per aggregare, catalogare e trovare tutte le conversazioni che riguardano un dato argomento.

Dal 2009 infatti Twitter, il primo a sfruttarne le potenzialità, inserì il collegamento ipertestuale sulle singole parole precedute dal cancelletto, rimandando ad una pagina che raggruppa tutti i messaggi che utilizzano lo stesso hashtag.

L’hashtag è diventato un modo per fare notizia, uno strumento di lavoro, un elemento lessicale con cui si gioca e un protagonista della lingua parlata e scritta, con giochi di parole, neologismi e… epic fail.

 

Cosa significa hashtag

hashtag image La parola hashtag è un termine composto, inglese, formato da due parole:

“HASH” – Cancelletto

“TAG” – Etichetta

Pensandoci bene, è forse una delle parole più auto-esplicative di tutto il web 🙂

 

A cosa servono gli hashtag

“Giacomo” dirà qualcuno, “L’hai scritto appena sopra!”

Vero. I molteplici utilizzi non devono però farci perdere di vista quella che è la vera natura degli hashtag, cioè quella di etichette.

Certo, è bellissimo creare meme divertenti con il cancelletto, giocare con il simbolo e le parole, ma non bisogna perdere di vista la funzione che davvero per noi può fare la differenza: quella di catalogazione.

La definizione stessa, istituzionalizzata su Wikipedia, la dice lunga.

Un hashtag è un tipo di etichetta (tag) utilizzato su alcuni servizi web e social network come aggregatore tematico, la sua funzione è di rendere più facile per gli utenti trovare messaggi su un tema o contenuto specifico.

 

Come si usano gli hashtag: semplici regole base

→ Un hashtag deve essere chiaro, preciso, comprensibile.

A parte il cancelletto posto all’inizio, non si utilizzano simboli, caratteri speciali e punteggiatura (che spazzano l’hashtag) e generalmente è meglio evitare anche lettere accentate che possono confondere le idee generare parole scritte in modo diverso o sbagliato rendendo inutile l’obiettivo aggregativo.

→ Regola generale, non inventare parole strane o frasi chilometriche che complicano la vita a chi volesse aggregarsi e riscriverlo.

SÌ: #eventoitalia2017
NO: #leventopiubellodellannolovivisolodanoi

→ Un hashtag, indipendentemente dal social network utilizzato, può essere inserito in una pagina di risultati aggregati solo se il tuo profilo è pubblico.

→ È inutile, ripeto e lo metto anche in stampatello, È INUTILE mettere il cancelletto prima di ogni parola di una frase.

Quando vedi questa cosa, che fa accapponare la pelle, significa che devi linkare questo articolo all’autore, sperando che sia abbastanza chiaro da fargli capire il concetto alla base dell’utilizzo.

NO: #Ciao #oggi #sono #al #mare #che #gran #divertimento (aaaaaargh, ho sofferto anche solo a scriverlo)

 

Come usare gli hashtag su Twitter

Twitter Hahstag Twitter, come abbiamo visto, ha dato i natali agli hashtag e rimane il regno per eccellezza del loro utilizzo.

I tweet, dove ai 140 caratteri si sono aggiunti nel tempo immagini, video, gif animate e link con anteprima, sono principalmente conversazioni su argomenti dove ci possiamo inserire che possono essere facilmente aggregati attraverso l’utilizzo di queste etichette.

Gli hashtag più utilizzati, che costituiscono i trending topic (argomenti più discussi) sono aggiornati costantemente e si trovano ben visibili nella barra a lato della timeline.

Trovare hashtag da sfruttare su Twitter

Se hai qualcosa di sensato da dire, puoi inserirti in quei contesti, oppure cercare hashtag collegati a un argomento che stai affrontando, semplicemente scrivendoli nella casella di ricerca in alto.

Twitter Hahstag ricerca

Inoltre, puoi considerare di utilizzarne uno di tua invenzione per caratterizzare una discussione che vuoi aprire o sviluppare. Meglio se utilizzi quindi svariati tweet per espanderla, sempre con lo stesso hashtag.

→ Secondo le migliori ricerche online, meglio non eccedere con il numero di hashtag: in un tweet ne bastano un paio. Il coinvolgimento e le interazioni calano inesorabilmente all’aumentare dei cancelletti.

 

Come usare gli hashtag su Facebook

hashtag facebook Facebook ha introdotto gli hashtag piuttosto tardi, nel 2014, e possiamo dire con buona approssimazione che non hanno mai preso davvero piede come sulle altre piattaforme.

Sarà per le impostazioni della privacy dei singoli profili, sarà perché gli utenti non vedono una reale utilità nel catalogare i propri status postati sui diari personali, l’utilizzo è rimasto abbastanza limitato e spesso distorto a livello del singolo utente.

Se usi hashtag all’interno di un contenuto sul tuo profilo e vuoi sfruttarne la potenza, in modo che il post sia accessibile da tutti, ricorda di impostare la privacy del singolo status su Pubblic0!

privacy post facebook

Il discorso cambia sulle Pagine Fan, dove i post possono essere molto efficaci e utili per il brand se hanno almeno un hashtag per tenere traccia di tutte le varie attività e creare un filo conduttore tra un contenuto e l’altro, spesso relativo ad una stessa campagna.

Nonostante questo, basta scorrere un po’ la nostra bacheca per notare come per molti utenti di Facebook, l’hashtag sia soprattutto ormai un concetto da sfruttare in modo meta-testuale, facendo spesso ironia e utilizzandolo come simbolo di un certo modo di utilizzare i social media (vedi influencer, lifestyle blogger, tormentoni come #ciapoveri etc.)

Come scoprire hashtag utili su Facebook

Per scoprire hashtag utili alla nostra causa, possiamo procedere in due modi.

● Se ne troviamo uno all’interno di un post, basterà cliccarci sopra per vedere tutti gli altri contenuti pubblici che lo utilizzano.

● Andiamo sulla casella di ricerca e inseriamo un termine preceduto dal cancelletto: vedremo apparire il termine con l’incona “hashtag”. In caso contrario si accede solo alle opzioni di ricerca base (Persone, Pagine, Luoghi, Gruppi, App… etc.)

Utilizzato seriamente, l’hashtag ha la sua bella utilità anche nell’intricato social di Mark Zuckerberg.

 

Come usare gli hashtag su Instagram

Instagram è il social che probabilmente mette più a dura prova il nostro rapporto con gli hashtag: le etichette da mettere sulle immagini sono croce e delizia per ogni instagramer che si rispetti.

Ne esistono a bizzeffe, per ogni nicchia, ci sono programmi che li catalogano, anche se si limitano spesso solo a quelli di maggior successo e quelli generici per ogni settore tematico.

Il mio consiglio è sempre quello di procedere a logica e… “a mano”, andando a cercare quelli che possono risultare utili alle nostre foto andando a sbirciare i contenuti di maggior successo simili al nostro.

La filosofia dell’hashtag su Instagram è quella di permetterci di scoprire contenuti simili e che ci piacciono, e in questo modo nuovi utenti da seguire per farci ispirare.

Seguire il flusso, guardare il nostro stream e cliccare sugli hashtag che troviamo nelle foto che ci piacciono è un buon punto di partenza per farci un’idea di quanto siano utilizzati e graditi.

Ogni hashtag aggrega centinaia o migliaia di foto, quindi possiamo valutare velocemente la rilevanza e l’aderenza di un’etichetta al nostro contenuto.

Niente furbetti, c’è lo Shadow Ban

Nel corso degli anni ci sono stati “trucchi” per aumentare il numero di hashtag da inserire sulla foto, aggirando il limite di 30 imposto dal social, e allarmismi vari su etichette che sono state messe sulla lista nera perché troppo utilizzate, o sfruttate a sproposito.

Non ci sono formule magiche. Ti consiglio di non seguire i “trucchi”.
Di recente è scoppiata la psicosi dello “Shadow Ban”, secondo il quale Instagram, con un algoritmo sempre più rigido e inflessibile, penalizza o rende praticamente introvabili le immagini se si utilizzano hashtag “furbetti”, o si cerca di aggirare le regole fissate.

Come al solito i risultati migliori si ottengono con la fatica, l’esperienza e la valutazione dei risultati che otteniamo dopo aver hashtaggato le foto in un modo o nell’altro.

Come fare a sapere se una foto è ricaduta nello Shadow Ban?
La certezza la 100% non esiste, ma su questa pagina puoi vedere se la tua foto è “salva” o è stata valutata a rischio.

Un post condiviso da GIACOMO LUCARINI (@lucarinigiac) in data:

Come faccio a sapere se l’hashtag è quello giusto?

Hai dei dubbi su un hashtag e vuoi sapere se può andar bene per la tua foto?

Scrivilo nella casella di ricerca e guarda a quali foto corrisponde.

Troverai in quella pagina i Top Post (le immagini con più interazioni), i Più Recenti e in alto gli hashtag correlati… utilissimo se vuoi inserire più di un hashtag pertinente al tuo contenuto!

Se la maggioranza delle immagini non somiglia neppure lontanamente a quello che stai postando, evita di utilizzarlo.

Generalmente il buonsenso è un’ottima bussola. Hashtag in italiano limitano il campo di diffusione, hashtag in inglese sono il top ma rischiano di farti annegare nel mare magnum di post che ogni secondo arrivano da ogni parte del mondo.

Meglio fare una piccola ricerca su contenuti simili al tuo individuando nicchie tematiche.

 

Come trovare hashag utili su Instagram?

instagram ricerca hashtag Il procedimento è semplice: pensa ad almeno un hashtag perfettamente calzante alla tua foto (esempio come sopra: è un piatto di pasta? perfetto, allora #pasta), vai nella casella di ricerca e scrivilo.

Guarda tutte le immagini che Instagram ti mostra e vai a sbirciare nella didascalia o nel primo commento di ogni singola foto alla ricerca di hashtag inseriti dall’autore.

Prendi quindi nota degli hashtag che utilizzano gli utenti con le foto di maggior successo e che possono essere applicabili alla tua foto: voilà.

Il tempo, i like e i commenti ti diranno quanti e quali potrai usare su immagini simili.

Ricorda: prendere spunto è un’attività onesta e proficua. Niente vieta di lasciare un commento per fare i complimenti all’autore di una foto che ti ispira e magari chiedere qualche consiglio all’autore.

Su Instagram  il successo passa anche dalle interazioni e dalla capacità di costruire relazioni.

 

#InConclusione. Hashtag: come la pensi?

Qual è il tuo utilizzo degli hashtag? Pensi siano davvero utili e hai avuto dei risultati impostanti, o ti senti ancora un po’ confuso?

Scrivi la tua nei commenti!