fbpx

Quando ci sono in ballo argomenti complessi e delicati come il cambiamento climatico, il racconto della realtà deve assumere modalità incisive e accattivanti.

Uno dei migliori progetti in merito arriva dall’Italia, e si ispira al modello del constructive journalism: il suo titolo è Adaptation.

In epoca di emergenze globali, quella sanitaria non è l’unica da affrontare.

Sono anni che si parla di cambiamento climatico, ma spesso soltanto quando i suoi drammatici effetti colpiscono da vicino la nostra realtà, magari in zone dove certi fenomeni come frane e inondazioni non erano mai avvenuti.

L’acqua, in questo senso, anche in Itala è la risorsa naturale più direttamente investita dai mutamenti in atto: abbiamo di fatto una crisi idrica che potrebbe mettere a rischio l’acqua potabile e gli ecosistemi che dipendono da questa risorsa.

⠀⠀

Cambiamento climatico e comunicazione: il webdoc

⠀⠀

Partecipando alla tavola rotonda di presentazione di Adaptation, mai parole furono più azzeccate quanto “l’adattamento è un’avventura”: il lavoro è serrato, la sfida alla natura complicata, ma se vogliamo andare aventi non possiamo che preparare il terreno ai cambiamenti.

Dopo una prima puntata dedicata all’Olanda, Adaptation ci porta nelle regioni italiane per raccontare come si stiano adattando al cambiamento climatico.

Un viaggio che si apre appunto sotto il segno… dell’acqua: il suo ciclo di vita, i suoi usi, la salvaguardia, la rigenerazione e la valorizzazione della risorsa, gli investimenti per difendersi dalle esondazioni, l’impatto sulla popolazione.

L’acqua, bene fondamentale per eccellenza, è una risorsa a rischio per vari fattori, tra perdite nelle reti, condizioni meteo-climatiche sempre più estreme, sprechi e mancato o insufficiente riuso.

Nel 2020 stiamo sperimentando la peggiore siccità degli ultimi 60 anni: meno acqua da bere, ma anche meno acqua per la nostra agricoltura, che da sola consuma ben il 70% di tutta l’acqua dolce disponibile.

LEGGI ANCHE:
Sfondi Belli per il Telefono: Edward Hopper e le sue Opere

Secondo dati recenti mancherebbero all’appello 23,4 miliardi di metri cubi d’acqua: una quantità pari a quella contenuta nel lago di Como.

⠀⠀

⠀⠀

Adaptation, il caso dell’Emilia-Romagna e la sfida al cambiamento climatico

⠀⠀

Per rendere tutto questo chiaro agli occhi della gente, niente di meglio che un viaggio tra immagini, video e parole navigabile online.

La formula è quella del webdoc, e Adaptation spicca come progetto di “constructive journalism” dedicato alle migliori esperienze di adattamento al cambiamento climatico.

Nella sua prima puntata dedicata all’Italia, Adaptation ci porta in Emilia-Romagna, puntando i fari sulla situazione idrica e sullo sforzo che negli ultimi anni le realtà amministrative, industriali, scientifiche e civiche del territorio hanno fatto per affrontare la sfida.

Un ottimo lavoro che ha visto questa regione andare in controtendenza rispetto a gran parte del Paese, anche grazie ad Hera, secondo operatore a livello nazionale nel settore idrico.

In Adaptation possiamo entrare letteralmente dentro a progetti, impianti, reti, laboratori, tecnologie e interventi infrastrutturali per vedere come il Gruppo Hera investa più di 100 milioni di euro all’anno per rispondere senza interruzioni ai bisogni idrici di oltre 3,5 milioni di persone.

Nel webdoc possiamo vedere sequenze di immagini immersive e voci di professionisti che ogni giorno fanno la differenza sul campo in tema di acqua potabile e di acqua depurata.

Una risorsa che troppo spesso diamo per scontata, eppure è a rischio a causa dei cambiamenti incessanti del clima.

Non resta che confidare nel lavoro di esperti, professionisti, aziende e pubblica amministrazione per garantire un futuro a quello che di prezioso abbiamo in natura, soprattutto nella nostra bella Italia, nonostante il mutamento del clima che investe la Terra.

LEGGI ANCHE:
Cosa ci insegna il monologo di Rutger Hauer in Blade Runner
adaptation cambiamento climatico foto
','

' ); } ?>

Pin It on Pinterest