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Chiara Ferragni va alla Galleria degli Uffizi, si scatta una foto con la Nascita di Venere di Sandro Botticelli.

Gli Uffizi pubblicano l’immagine e sul loro account Instagram si scatena l’inferno.

Lei, ordinaria amministrazione: il contenuto sta in un carosello su un lavoro che sta svolgendo là.

chiara ferragni uffizi botticelli

Chiara Ferragni, Galleria degli Uffizi e Strategia del Washing

La strategia del washing: quando qualcuno prova a costruire un’immagine di sé positiva (spesso in modo ingannevole) cavalcando trend o argomenti che appartengono ad altri.

A seconda del momento o delle necessità, i brand fanno greenwashing (temi ambientali), pinkwashing (temi femminili), rainbow washing (temi LGBTQ+) e così via, di neologismo in neologismo, dimostrando all’occhio più attento opportunismo quando non mera speculazione.

Questa mattina la Galleria degli Uffizi su Instagram ha pubblicato un post e delle stories mettendo al centro Chiara Ferragni, imprenditrice di successo e influencer interazionale.

In realtà la foto viene dal backstage di un set fotografico realizzato da Vogue Hong Kong dentro gli Uffizi.

Apriti cielo: migliaia di commenti negativi, minacce di unfollow, commenti con analisi negative sulla struttura del post (tra cui la mia. TL;DR post goffo, inconcludente e inutile per paragonare la Ferragni alla Venere di Botticelli)

Mentre gli Uffizi tentano annaspando un “socialwashing“, cosa che cercano di portare avanti anche autonomamente con un profilo TikTok abbastanza cringe, la Ferragni porta avanti la sua agenda di “culturewashing“, cioè far vedere che va per musei promuove musei, le piace l’arte.

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Cioè, non sono solo la bionda imprenditrice del superficiale e dell’apparenza, ma vado anche di istituzione cultura in istituzione cultura, capito?

(“OMG visit museums and @uffizigalleries is one of the most special in the world” è il massimo dell’endorsement)

Strategia, strategia a mille. Dove gli Uffizi perdono (i suoi fan stigmatizzano, ci mancherebbe) e la Ferragni vince (i suoi fan sono in sollucchero, come sempre)

L’importanza della Strategia per darsi un Tono (ma non qualunque!)

A me qui sembra il classico caso di quando qualcuno, diventato ultrafamoso, vien preso dall’ansia di dimostrare che non è solo padrone del suo ambito (specie se “superficiale”) ma deve darsi una pennellata di “impegno e cultura”.

Culturewashing, appunto, che però non ha alcun riscontro nell’attività giornaliera e costante della persona… fatta di tutt’altro. E che sarà sempre così, com’è giusto che sia.

Arriverà più gente agli Uffizi? Boh, dimostratelo.
Gli Uffizi aumentano la loro autorevolezza? Non credo.
Gli Uffizi sembrano più “fellow kids”? Dubbi.
La Ferragni si fa bella? Sicuro.

E tu cosa ne pensi? Se ti va, scrivimi su Instagram

Per approfondire:

Il testo del post degli Uffizi con Chiara Ferragni

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I canoni estetici cambiano nel corso dei secoli.


L’ideale femminile della donna con i capelli biondi e la pelle diafana è un tipico ideale in voga nel Rinascimento. Magistralmente espresso alla fine del ‘400 da #SandroBotticelli nella Nascita di #Venere attraverso il volto probabilmente identificato, con quello della bellissima Simonetta Vespucci, sua contemporanea.

Una nobildonna di origine genovese, amata da Giuliano de’Medici, fratello minore di Lorenzo il Magnifico e idolatrata da Sandro Botticelli, tanto da diventarne sua Musa ispiratrice.

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Ai giorni nostri l’italiana Chiara Ferragni, nata a Cremona, incarna un mito per milioni di followers -una sorta di divinità contemporanea nell’era dei social


Il mito di Chiara Ferragni, diviso fra feroci detrattori e impavidi sostenitori, è un fenomeno sociologico che raccoglie milioni di seguaci in tutto il mondo, fotografando un’istantanea del nostro tempo.

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Il mio commento sotto quel post…

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Post senza senso. Premetto: sono un umile ignorante. Il post inizia parlando di come “i canoni estetici cambiano nel corso dei secoli” e poi non riprende più il discorso.

O mostrare Chiara Ferragni (rispetto per lei) dovrebbe confermare/smentire che cambiano? Perché si parla del suo “fenomeno sociologico” e non del tema introdotto nelle prime righe? Un problema di senso che trasforma questo contenuto in una vuota sviolinata sconnessa.⠀

Ok che Botticelli era un artista che piazzava la bona del momento su un’opera d’arte, ma allora perché non mostrare qualcosa di simile declinato nell’oggi, magari con la Chiara dentro? Qual è il significato di questo vostro contenuto?

Che la “divinità” di CF passa attraverso le sue foto come quella delle sconosciute sex symbol facevano nei quadri una volta? Un po’ tirata.⠀

E poi i quadri li dipingevano gli artisti, non gli stessi soggetti. A meno che non si consideri il team social di CF degli omologhi di Botticelli & co. Vabbè.

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Vi voglio bene lo stesso, anche se fate casino e non sapete scrivere i post e non se ne capisce il motivo. *fare cultura attraverso il pop: NON CI SIAMO*

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