Che cos’è Crowdville?

Dietro questo nome che evoca immagini di raccolta fondi e “giochini” da smartphone si nasconde una novità non da poco nel panorama del web.

Crowdville è – come il nome suggerisce- un realtà di crowdsourcing che quindi mette in contatto e fa collaborare persone che si rendono disponibili a testare siti web, prodotti e app in anteprima.

Insomma, essere dei veri e propri beta-tester e dare feedback alle aziende che vogliono capire come gli utenti “impattano” con i propri prodotti.

Una novità intelligente che mi ha incuriosito, e quindi mi sono iscritto al volo.

CrowdVille

Perché lo consiglio?

Prima di tutto, perché permette di rimanere aggiornati sulle novità del mondo digitale che ci circonda anche attraverso il suo blog e dei corsi di formazione originali sul tema crowdsourcing e dintorni.

Permette di guadagnare attraverso le attività che vengono via via proposte e permettere al tempo stesso alle aziende di pensare e mettere sul mercato dei prodotti migliori, più pensati all’esperienza delle persone… e puoi dare il tuo contributo.

Per saperne di più –> http://l12.eu/crowdville-1113-au/YL6XUPBZOTQW14BEJMHX

Ma come funziona, in sostanza, Crowdville?

Quando ti iscrivi entri a far parte della comunità dei crowder, con una interfaccia molto “social”: hai il tuo profilo, puoi indicare i tuoi gusti, i tuoi dispositivi tecnologici e le tue competenze.

Dopodichè puoi decidere di renderti disponibile a partecipare a diverse campagne.

Ci sono campagne di testing, dove sarai chiamato (una sfida divertente) a scovare  i possibili bug nel funzionamento di app o siti web. Ogni bug che scopri, ti porto a casa un tot di euro, si va da un minimo di 4 a 20.

Ci sono poi campagne di esperienza utente, dove sei chiamato a provare in anteprima una app o un sito e dare la tua opinione sul loro funzionamento: se e quanto è intuitiva, se i testi sono comprensibili, etc.

Alla fine si compila un questionario e si viene ricompensati per il lavoro svolto.

Infine abbiamo campagne end-to-end, dove sei chiamato a testare l’intero ciclo di utilizzo del prodotto: da quando hai il “primo contatto” (per dirla alla Star Trek) con il servizio, fino a quando non termina il journey e il suo utilizzo.

CrowdVille

Tenendo fede al suo nome, Crowdville non vuole soltanto essere un sito di pay-per-service, ma ci tiene a diventare una community dove i sopra citati crowders si relazionano tra loro.

Gli ultimi aggiornamenti sono andati fortemente in questa direzione, con la possibilità di farsi degli “amici”, scrivere aggiornamenti, inviare messaggi, etc.

Un vero e proprio social, com’è stata la mia prima impressione, che può trasformare Crowdville in una piattaforma di collaborazione con conoscenze e competenze in comune tra gli utenti, e perché no, in un “gancio” per creare relazioni di  lavoro.

CrowdVille: in conclusione…

In ultima analisi, consiglio di dare un occhio a Crowdville, mentre ancora ne sto esplorando le potenzialità.

Speriamo che il tempo porti sempre maggiori opportunità di crescita, studio e guadagno.
Buzzoole