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Hai fatto una cazzata sui social. Succede. A quelli ganzi piace definirle EPIC FAIL (e ne parlano in continuazione)

Allora: basta con gli inglesismi inutili, Epic Fail è diventato stucchevole, una roba per chi parla parla parla.

Noi siamo gente pratica: le cazzate si possono fare, succedono, ti succederanno, l’importante è saperne uscire.

Vediamo cosa fare: in questo video, e nel testo di questo articolo, parleremo di cosa fare e soprattutto NON fare quando combiniamo qualcosa che fa arrabbiare gli utenti del web e dei social (soprattutto dei social, vero sfogatoio liberalizzato)

Guarda il video!

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Dall’Epic Fail alle cazzate nelle reazioni sui post: come salvarsi

Gli errori che puoi fare sui social media, nei tuoi post, sono di varia natura: si va dall’errore ortografico all’errore concettuale a qualcosa che può essere frainteso, a qualcosa che è offensivo per qualcuno o per qualcosa.

Insomma, la casistica è molto varia. E anche quando non fai tu gli errori, magari succederà qualcosa che porterà le persone in massa a commentare negativamente quello che fai, quello che sei.

Ho notato che è aumentata esponenzialmente la frequenza di casi in cui brand, persone, personalità commettono queste cazzate online.

Ma soprattutto, noto l’incapacità di fare fronte agli errori che si sono fatti.

Questa è un skill (os: capacità!) che sarebbe davvero preziosa, soprattutto a livello professionale, per chi fa il social media manager… o almeno dovrebbe farlo, dato che spesso e volentieri chi ha in mano delle pagine social dimostra di non avere la minima capacità relazionale con gli utenti.

Non solo Inps per la famiglia, caso-limite di un povero dipendente pubblico che iniziò ad insultare le persone e trasformò l’istituto in uno zimbello, riempiendo le slide di relatori di mezzo mondo per i prossimi 100 anni.

Epic fail di INPS per la Famiglia

Vale la pena di cercare di fare i “simpatici a tutti i costi” e giocarsi battutine che magari possono venire fraintese, o poi perdere le staffe nei commenti, per essere consegnati alla storia col nome del brand infangato?

Credo proprio di no.

Anche ultimamente, un ufficio stampa ha insultato una blogger con la quale collabora perché questa ha osato scrivere una garbata recensione negativa su un libro che le era stato fornito.

Tra l’altro una ben argomentata critica, neanche una stroncatura, a un libro che stava leggendo e che ha abbandonato, spiegando i vari motivi… ma il profilo dell’ufficio stampa le ha scritto “grazie per aver distrutto l’autrice”.

Primo errore tremendo: maleducazione. Dimenticati di usarla, soprattutto nei casi in cui senti di aver subito un torto.

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Punta piuttosto a un chiarimento in messaggio privato.

Ma il peggio deve arrivare: sul suo profilo l’ufficio stampa ha attaccato la ragazza (con un post creato ad hoc per fare polemica! Folli numero 2) tacciandola di “aggiamento fascista dovuto a ragnatele nella f***”

Secondo errore tremendo: EVITARE di portare i problemi in casa tua, rendere personale su una pagina ufficiale una questione tra utenti.

Cazzata epica di un Ufficio Stampa (?)

[Specifico: in questo caso alla base c’è del disagio, basta guardare qui.]

Ricorda: sei tu a mettere sempre in gioco la tua reputazione e i tuoi valori.

Se qualcuno ti muove una critica o non apprezza un tuo prodotto, non rispondere MAI in maniera cafona, offensiva, inqualificabile che denota anche scarsa professionalità: ne pagherai le conseguenze.

Epic Fail: Cosa puoi fare in questi casi?
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Potresti fare delle domande, potresti scrivere un commento intelligente, articolato, che ribadisce punto su punto e perché invece tu la pensi contrariamente o il tuo prodotto vale l’esatto contrario di come viene descritto.

Sgombriamo il campo dalle illazioni: se stai sui social media o sul digitale a tutto tondo, scordati l’impulsività. Se sei un professionista, scordati impulsività.

Se gestisci i profili di qualcuno o di qualcosa, di un’azienda, di un personaggio, di un’attività, di una start up… scordati di rispondere in maniera impulsiva.

Perché farai dei danni gravi e forse anche irreversibili.

Vedi per esempio quello che è successo nelle ultime ore sul profilo della personalità politica Monica Cirinnà, che tra l’altro è una personalità che si batte per i diritti civili.

Quindi dovrebbe essere anche una persona che del rispetto fa la sua bandiera… e invece sul suo profilo si è scatenato l’inferno.

Sì, e qui è colpa del suo staff: i suoi social media manager hanno ben pensato di rispondere in maniera offensiva, violenta, maleducata a quelli che, anche loro con modi magari poco garbati, hanno commentato la notizia del fratello di Monica Cirinnà arrestato in un’inchiesta per camorra.

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Vuoi davvero che quello che passi è la risposta “colpo su colpo” che magari ti fa sentire blastatore sul momento ma che poi lede la tua reputazione?

Questa è una cosa importantissima da comprendere: sul lungo termine è la reputazione quella che ti tiene in piedi, non la blastata del momento.

Puoi persino rimediare alle cazzate e agli errori, agli orrori che puoi aver fatto su un post poco pensato, ma devi saperti SCUSARE.

E soprattutto non offendere le persone.

Ricorda: tu sei il titolare della tua personalità web/social e della tua reputazione online. Tu sei quello che dicono di te.

Se fai le cose con calma, con garbo, è difficile che ti possano attaccare: ti potranno attaccare sulle idee e sui contenuti, sui prodotti, ma non ti potranno attaccare sulla reputazione, perché tu sarai sempre superiore.

Allora è giusto ripagare con la stessa moneta chi ti muove delle critiche anche con toni maleducati e chi scrive dei commenti in maniera cafona?

A mio avviso no.

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Anche se può essere divertente vedere il blast, lasciamo questa pratica ai professionisti come Burioni o Sgarbi.

Questi personaggi sono pochi, pochissimi, e se lo possono/vogliono permettere: sono, appunto, personaggi e la loro visibilità dipende continuamente da quello.

E tu, credimi, non avrai mai – e per fortuna! – il tempo, la voglia, i nervi di rispondere a tutti trovando delle frasi blastanti.

Diciamocelo: dopo un po’ stancano, a meno che non sia davvero il tuo marchio di fabbrica quello di essere sopra le righe, offensivo, polarizzate, divisivo.

Ma vorresti davvero che questo fosse il tuo business? Penso di no.

Essere un personaggio del genere non so quanti se lo vogliono permettere… io non lo farei, tu non lo fare.

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Non rispondere male anche perché potresti aggiungere problemi ad altri problemi.
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La famosa “toppa peggiore del buco” perché cafone per CAFONE… sei cafone.

E poi così rimani, soprattutto se queste cose sfuggono di mano e iniziano ad arrivare degli screenshot su Twitter, su Facebook, su Instagram e dappertutto… sei sputtanato e così rimani.

Dunque “bene o male basta che se ne parli”?

Assolutamente no.

Bene o male è meglio che se ne parli bene, e tu in prima persona sei la persona che può determinare tutto questo.

Se ti comporti bene anche di fronte alle critiche, anche se sono campate in aria, anche se sono cattive, anche se sono espresse male… se tu argomenti bene e rispondi bene puoi farci un figurone.

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Quattro regole per controllare Epic Fail e cazzate varie
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Prendi un bel respiro
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Prima di tutto prendi un bel respiro conta fino a 10, a 100, a 1000… e poi non fare la prima cosa che ti viene in mente.

Fai domande, rispondi con una domanda, approfondisci il perché di quell’attacco o di quella critica.

Perché chi lo scrive si esprime in questa maniera invece di parlare civilmente? Fai delle domande e costringi ad uscire allo scoperto l’errore (tuo o altrui), magari è una questione di impostazione che ha quella persona che ti risponde porta dei fatti e dei dati.

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Prevenire è meglio che curare
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Tutte le persone, tutti i personaggi, tutte le aziende e tutte le attività che sono online dovrebbero avere già delle risposte pronte che possono dare quando subiscono attacchi: prevenire le crisi è meglio che curarle.

99 su 100 ti arriveranno offese o critiche che puoi mettere in conto (se hai un po’ di sagacia). Se scrivi un post provocatorio, pensa prima a quello che potrebbe accadere, fatti un favore.

Trova un terreno comune

Fai vedere che capisci il punto di vista dell’altro: per quanto sbagliato e lontano dal tuo credo sia, cerca di comprenderlo e di disinnescarlo.

“Ok, tu la pensi così, ma io la penso così e le nostre posizioni sono inconciliabili, ma magari potremmo ecc.”

Ci vuole molto sforzo, c’è molta fatica empatica da macinare, ma potresti disinnescare subito un problema.

Leggerezza e ironia

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Infine, cerca di ironizzare: va benissimo non prendersi troppo sul serio, va benissimo cercare di smorzare i toni.

Attenzione però: ironia per abbassare il livello dello scontro, non ironia per attaccare, fare delle battutine passivo-aggressive e fare delle insinuazioni su quella persona.

Una cosa è la leggerezza, una cosa è offendere con l’umorismo fuori fuoco, e rimettersi a fare il “muro contro muro” che non serve a niente.

Non riuscirai mai a convincere una persona della bontà delle tue argomentazioni se la offendi.

Ma puoi riuscire a smorzare e a portare un po’ di rispetto nel dibattito.

Sfrutta gli strumenti delle piattaforme social per prevenire problemi
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Adesso i social offrono un sacco di strumenti per contrastare i commenti sgraditi: quando sai quali sono più o meno le parole con cui ti attaccano e che non vuoi vedere… blocca certe parole nei commenti.

Lo puoi fare con gli strumenti di Facebook e Instagram: per esempio, vuoi mettere delle parole in blacklist?

Inserisci quella parola nel filtro e se viene usata in un commento, quel commento non viene pubblicato.

cazzate epic fail filtro
Filtro moderazione commenti

Oppure blocca direttamente i commenti sul post. Meglio non permettere commenti che doverli cancellare.

Non cancellare mai i tuoi post o i commenti altrui: se commetti un errore, stai certo che dopo due secondi esiste già una foto o uno screenshot che possono testimoniarlo.

Più tenterai di nasconderlo, più verrà strombazzato ai quattro venti.

Le Scuse, queste Sconosciute dopo gli Epic Fail
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Giuro che non ho ancora visto delle scuse fatte bene in Italia dopo un caso di grossolano errore sui social.

Aspetto ancora di vederle… ma sappi che le scuse sono la cosa che davvero ti può salvare nel momento più nero.

Ma devono essere scuse fatte bene. Vere, sincere, sentite.

Certo… perché di scuse ce ne sono tante: le scuse formali, tipo comunicato che potrebbe scrivere chiunque in qualsiasi momento, in qualsiasi parte del globo.

Ci sono quelle che non dicono nulla, generiche inutili scuse patetiche… quando il brand, la persona o il personaggio si mettono a piagnucolare cercando dei pretesti per dire “Oh mio Dio non è colpa mia, avevo dei problemi…”

Le scuse non scuse. Cioè quando si tirano fuori delle argomentazioni laterali e magari neppure verificabili per dire che quel post però “ha fatto anche cose buone”

Peccato che magari non sono dimostrabili

Le scuse inutili e deleterie. Non soltanto non ci si scusa, ma in quello che dovrebbe essere un post di scuse si ribadisce quella che è la posizione o l’errore o la valutazione sbagliata ed equivocabile sostenendo che invece sono gli altri che non capiscono. Allora sai come si dice…

Quando tutto il mondo non ti capisce e tu sei l’unico nel giusto… ti dovresti fare qualche domanda.

Cazzate, Epic Fail e tutto il resto: riassunto

Non perdere la calma e non offendere.

Vai incontro alle persone, ma fai guerra preventiva: preparati dei piani d’azione per poter contrastare le argomentazioni che puoi prevedere.

Ma soprattutto sii gentile anche di fronte ai cafoni.

Sii gentile: è vero nella vita ed è vero nel digitale… la gentilezza mette a disagio il maleducato e se tu, comunque, ti dimostri una persona meritevole di rispetto anche il più stupido, cattivo, limitato e in malafede ti riconoscerà questo prima o poi.

E se non lo fa, vabbé, caso perso.

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