Netflix-Aranzulla. Due “colossi” del web si incontrano, e l’effetto è spettacolare e significativo.

L’occasione è quella di un video promo tutto italiano per la terza stagione di Black Mirror, la serie di fantascienza distopica creata dal buon Charlie Brooker, ospitata dalla piattaforma streaming.

Molti di noi se la sono già divorata da giorni. Tanti utenti, però, hanno bisogno di una “spinta” per avvicinarsi ad un prodotto che non è il solito show a base di comedy o azione.

Come fare?

Netflix insegna a tutti come parlare al proprio pubblico

Black Mirror tratta, da sempre, dei rischi connessi alla tecnologia (o, ancor meglio, del nostro inconsapevole e dissennato utilizzo della stessa).

Per avere risposte sul futuro incerto verso il quale la tecnologia ci sta trascinando, ecco che Netflix si rivolge al MacGyver del sapere online, l’uomo che Wikipedia non vuole al suo interno (chissà perchè?) ma che risponde forse ai quesiti più importanti per gli utenti del web: Salvatore Aranzulla.

Il video è pensato e scritto davvero bene, efficace e divertente. Sulle domande che ci pone Black Mirror… neppure il Nostradamus della Rete può niente.

Dobbiamo “vedere per credere”.

Non mi stancherò mai di ripeterlo, questi sono gli ingredienti essenziali per avere un contenuto apprezzato sui social e, in generale, online: idee, coraggio, esecuzione originale.

Netflix-Aranzulla: Epic Win-Win

Netflix vince facile, utilizzando un personaggio nel quale tutti almeno una volta ci siamo imbattuti sul web, che gode di una fama controversa ma immensa, che ha costruito da anni un successo meritato e implacabile.

Già oggetto di Meme, Pagine-tributo, citazioni e invocazioni, Aranzulla è un’icona pop il cui utilizzo inedito crea sorpresa e genuino entusiasmo.

Salvatore Aranzulla, da parte sua, non fa altro che vedere alimentato il mito del suo personaggio. “Tuttologo del web” per la massa, si presta a “non sapere”, per una volta, creando un cortocircuito divertente e geniale.

Ultima nota

Aranzulla è anche uno dei personaggi più criticati del web. Spesso da individui che potrebbero essere considerati suoi “colleghi”.

Il successo, certo ottenuto attraverso duro lavoro, ma anche con qualche furbizia e spregiudicato utilizzo di tecniche di promozione, se lo merita tutto.

Non amo chi critica gratuitamente. Ultimamente, però, trovo un po’ stucchevole anche la pletora di “difensori d’ufficio” di cui spesso i soggetti criticati non hanno certo bisogno.

Tanto suonano gratuiti (e superficiali) certi attacchi, tanto suonano insinceri i “chi critica è un rosicone” di chi spera di fare bella figura e prendersi qualche briciola (di visibilità, ammirazione, sostegno, etc.)

La differenza sta nella qualità della critica

Perché criticare è lecito, farlo con cognizione di causa è costruttivo.

Esattamente come è inutile levare gli scudi tanto per fare i discepoli delle vecchie teorie dell’invidia che non serve, del “volemose bene”, di “una mano lava l’altra”, di “siamo colleghi e lo capisco” (ti piacerebbe…)

Concludendo: Win-Win, tutti vincono

Netflix ha vinto. Aranzulla ha vinto.

E noi? Abbiamo “vinto” una delle lezioni migliori.

Come spesso accade, non arrivano dalle cattedre (anzi, direi: quando mai?) ma dal campo di battaglia. Facendo e non parlando.

Una buona idea sostenuta da un azzeccato uso da un’icona pop, o da un personaggio-simbolo per il “popolo” a cui vogliamo parlare.

Idee. Coraggio. Esecuzione.

Il campo di battaglia sono i social, e si vince solo con i contenuti meglio pensati e realizzati.

Mo’ attendiamo la nuova stagione di Black Mirror… confermata e in attesa di data di uscita, nel 2017.