Il 10 dicembre del 1901, a Stoccolma, il mondo vedeva per la prima volta consegnare il Premio Nobel.

Fisica, Chimica, Medicina, Letteratura e Pace. Questi furono i campi in cui, secondo le ultime volontà del suo creatore Alfred Nobel, si sarebbero premiati ogni anno i personaggi più importanti per il progresso dell’umanità.

Cinque anni dopo la morte del suo fautore il Premio Nobel prese vita.

Un Premio che ancora oggi suscita entusiasmi, polemiche, dibattiti e che non smette di fare notizia.

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Premio Nobel, eredità di sangue di Alfred Nobel

La cosa più impressionante è che la storia del Premio Nobel è scritta con il sangue.

Non è un caso, probabilmente, che fin da subito sia esistito il Premio Nobel per la Pace.

Alfred Nobel è noto infatti, al di là della fama “di riflesso” che ormai gli assicurano i Premi omonimi, per essere l’inventore di uno degli strumenti più letali della storia: la dinamite.

Quante morti saranno state causate dalla sua creazione?
Impossibile da quantificare.

Nobel, brillante chimico vissuto nella seconda metà dell’Ottocento, ha sempre lavorato nel campo degli esplosivi e non si è fermato neppure quando la sede della sua industria di nitroglicerina saltò in aria uccidendo uno dei suoi fratelli assieme a decine di altre persone.

Una volta brevettata la dinamite e venduta principalmente per usi civili e militari, Nobel accumulò una fortuna.

Negli ultimi anni della sua vita, l’uomo decise di dare vita a Premi per “chi avesse contribuito al progresso dell’umanità“, probabilmente vittima di qualche rimorso.

Nobel, “Il Mercante di Morte”

Uno degli episodi più curiosi ed emblematici che riguardano la vita di Nobel ha a che fare con la carta stampata.

Verso la fine degli anni Ottanta dell’Ottocento, un altro fratello di Alfred perse la vita in Francia.

Pensando che si trattasse proprio di lui, l’inventore della letale dinamite, un importante quotidiano francese se ne uscì con questo titolo: “Il mercante di Morte è Morto“.

Oggi diremo qualcosa tipo #latoccapiano

Forse fu una delle molle che spinse Alfred Nobel a riconsiderare la sua vita e dedicarsi da allora in poi alla filantropia, chissà.

La cosa certa è che dopo la sua morte, avvenuta tra l’altro in Italia, a San Remo, Nobel si è dedicato alla creazione di qualcosa che ancora oggi ci “costringe” a vedere e sentire le imprese eccellenti di uomini che danno il loro contributo al progresso della nostra specie.