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La concentrazione è una cosa seria: con quanta facilità ti distrai?

Magari inizi a studiare o a lavorare con il massimo impegno e la migliore volontà ma poi arriva un messaggio.

Talvolta nemmeno arriva, ma corri comunque a guardare il telefono.

Distrarsi è estremamente facile ma riprendere la concentrazione risulta difficile.

Trovare metodi efficaci per non perderla sembra addirittura impossibile.

In questo articolo ti aiuterò a comprendere meglio questo tema.

Attraverso alcune semplici tecniche potrai combattere la distrazione.

Concentrazione che se ne va: perché siamo distratti?

La perdita di concentrazione è il tallone d’Achille della società odierna.

A volte non c’è metodo di gestione del tempo che tenga.

Il nuovo affascina molto ciascun individuo che sembra rincorrere costantemente nuovi stimoli.

Non a caso, l’iperconnessione della contemporaneità si basa su questo desiderio.

La ricerca di impulsi è ciò che ci spinge a sbirciare il proprio cellulare, anche senza una ragione precisa.

Se da un lato si assiste ad una perdita di concentrazione dell’individuo, dall’altro è l’intero sistema sociale a sfruttare questa nuova debolezza.

Gli episodi brevi nascono con l’intento di catturare momentaneamente l’attenzione dell’osservatore.

Ti domandi mai perché le serie tv abbiano così tanto successo?

La rapidità diventa essenziale perché è il caso di ammetterlo apertamente: il pubblico contemporaneo si annoia più facilmente.

Senza novità, senza stimoli cresce la noia.

Per contro, i molteplici impulsi non permettono una piena concentrazione.

È proprio questa voglia di novità che spinge a creare dinamiche che la soddisfino.

Da qui derivano i social, gli smartphone, le notifiche e i mille dispositivi.

Ci abbiamo ormai fatto l’abitudine, ma da qui all’assuefazione il passo è breve.

Va anche considerato come se in passato la distrazione poteva essere più naturale e dunque non così frequente, la tecnologia contemporanea aumenta esponenzialmente gli impulsi.

Quindi, le distrazioni.

Altra componente che non è possibile tralasciare è sicuramente il potere dell’immagine.

In passato si entrava in contatto con qualche centinaio di figure nel corso della vita.

Oggi i ritmi sono cambiati, si stimano cento immagini viste all’ora.

Si deve sempre riflettere su come, in particolare nella nostra società, a qualsiasi bisogno corrisponda una facile e rapida soluzione.

Cosa se ne deduce?

La potenza visuale è uno degli aspetti più accattivanti dei social.

Per questo, l’attrazione di uno smartphone sarà sicuramente più efficace di quella di un libro.

…O del lavoro che si deve affrontare.

Inoltre, è bene considerare come sia proprio obiettivo dei social tenerci legati allo schermo.

Va riconosciuto come il mondo social sia decisamente capace in questo.

Perché il multitasking danneggia la concentrazione

Se prima abbiamo accennato ai molteplici stimoli come minacce alla concentrazione, il multitasking non può che essere nemico principale.

Per analizzare questo punto ci affidiamo alle ricerche di Sabine Kastner.

Secondo la neuroscienziata, nella nostra mente vige uno stato di naturale disordine.

Tutte le percezioni fanno a gara tra loro, contendendosi il primato dell’attenzione.

Quel primato è una sorta di controllo, che possiamo considerare come la concentrazione.

Siamo quindi spinti costantemente a direzionare un flusso, con l’obiettivo di volgere il proprio interesse ad un punto specifico.

Si assiste al crollo quando lo scopo della nostra riflessione, intenzionalmente unico, torna ad essere multiplo.

Cosa significa sul piano pratico?

Il tentativo di distribuire la propria concentrazione su più aspetti, alla ricerca di un equilibrio d’interesse, porta a perdere l’attenzione in maniera più rapida e drastica.

Infine, bisogna considerare come il desiderio di stimoli non provenga dal nulla.

Questa necessità di novità si spiega con la dopamina.

La sensazione di piacere e di ricompensa viene soddisfatta, nell’immediato da nuovi impulsi.

Il multitasking non è altro che una produzione continua di pulsioni, la quale manda in cortocircuito la nostra mente.

Ne consegue come eseguire più azioni contemporaneamente si traduca in un appagamento momentaneo ma, nel concreto, in una continua distrazione.

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Aumenta la Concentrazione: 7 consigli pratici

Comprese le ragioni sociali e psicologiche della distrazione, analizziamo ora come migliorare la propria concentrazione attraverso alcuni suggerimenti.

Prendersi cura di se stessi

Perché ci si riesca a concentrare al meglio, è importante che la propria forma sia ottimale.

Prestare attenzione alla propria mente e ai segnali del proprio organismo è il modo perfetto per prendersi cura di sé.

Preoccuparsi di se stessi è il primo passo per stare bene e per poter svolgere con maggiore efficienza e produttività i propri impegni.

Prima parlavamo del disordine della mente: considera la cura di te come una forma d’ordine.

Per questo, serenità e benessere sono i migliori alleati della concentrazione.

L’importanza del riposo

Il riposo è una componente fondamentale per la salute del nostro corpo.

Infatti, dormire bene, senza pensieri e ansie, costituisce sicuramente una grande spinta per la giornata che affronteremo.

Non sono da trascurare nemmeno i momenti di riposo nel corso della giornata.

Alternare il lavoro al riposo permette di ricaricare le energie da impiegare in nuova concentrazione.

Il sovraccarico di attività, sia nel corso del giorno, sia sul lungo termine, porterà a conseguenze spiacevoli.

Nonché alla crescente distrazione e alla difficoltà nel focalizzare l’attenzione.

Imparare cose nuove

Abbiamo già accennato come nuove esperienze siano produttrici di dopamina.

È per questo che l’individuo ricerca continuamente la freschezza del cambiamento.

Ma gli stimoli non sono solo distrazioni.

Puoi sfruttare la potenzialità dell’innovazione anche in modo positivo.

La condizione di novità esercita una potente attrazione su di noi: obiettivo è trarne vantaggio, sfruttando quell’entusiasmo per imbattersi in cose nuove.

Ridurre le distrazioni

Possiamo considerare, soprattutto oggi, la notifica dei social media come distrazione principale.

Spegnere i propri dispositivi, disattivare le comunicazioni e i vari messaggi può essere un’ottima soluzione.

Inoltre, altro grande problema è il multitasking.

Spesso rispondiamo a chiamate o mail mentre la nostra attenzione è rivolta ad altro: non c’è errore più grande.

Dedicare momenti precisi della propria giornata alle comunicazioni e ai social ti consentirà di liberare la tua mente e di focalizzarsi su qualcosa.

Eliminare le distrazioni sembrerà drastico, ma è il metodo migliore per aumentare la tua concentrazione.

Ridurre lo stress

La tranquillità è la chiave del benessere.

Capita spesso di essere sotto pressione a causa dei vari impegni ai quali siamo sottoposti.

Affrontare i problemi con la giusta mentalità è un efficace metodo per superarli.

Per questo è necessario trovare un ordine nelle proprie giornate e nella propria vita.

Organizzare al meglio le tue attività ridurrà quella sensazione di sovraccarico e dunque quella continua fonte di stress.

Vivere in modo più rilassato aiuterà a riposare più pienamente e quindi a godere in modo più pieno dei propri momenti liberi.

Ricorda, sfruttare appieno i momenti di riposo sarà utile per ottenere una produttività maggiore durante il lavoro.

Assumere i nutrienti corretti

Mens sana in corpore sano: prendersi cura di sé non riguarda solo la mente ma anche il corpo.

Così come l’ordine mentale è in grado di migliorare le proprie prestazioni, quello fisico non è da meno.

Mangiare in modo sano aiuterà a riposare meglio e ad acquisire la giusta energia, anche da un punto di vista strettamente nutritivo, per affrontare al meglio i tuoi impegni.

La tecnica del pomodoro e la gestione del tempo

Compresa l’importanza dell’ordine, della nostra mente come nel nostro tempo è bene analizzare il metodo migliore per organizzare il proprio lavoro.

Qual è la strategia più efficace?

La tecnica del pomodoro nasce negli anni Ottanta grazie a Francesco Cirillo.

Si tratta di un metodo di scansione del tempo basato sull’uso di un timer.

Proprio dalla forma, a pomodoro, del contaminuti, deriva il nome della pratica.

Il sistema ideato da Cirillo suddivide un’ora in porzioni di lavoro da 25 minuti, da alternare a momenti di pausa della durata di cinque.

Una volta terminati i quattro slot da 25 minuti ci si potrà dedicare ad un riposo più lungo, della durata di 15/30 minuti.

Questo procedimento consente di aumentare la concentrazione nei minuti di lavoro, i quali devono essere privi di ogni distrazione.

Sarà così possibile direzionare in modo univoco la propria attenzione, evitando il sovraccarico e la dispersione di energie.

Giacomo Lucarini
Giacomo Lucarini

Ciao! Sono Giacomo “Giac” Lucarini. Sono un lettore compulsivo, amo il cinema d’autore e la musica lo-fi. Mi occupo di consulenza strategica personale e produzione di contenuti digitali per brand. Due carriere nate dalle passioni della mia vita, esperienze e tanto studio e lavoro. Se senti di avere bisogno di una mano per migliorare la tua vita, sei nel posto giusto!

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